giovedì 27 marzo 2008

Fotografia: una regola base



Ho scoperto di avere abbastanza lettori per questo blog e considerando che non tutti possono condividere con me quasi mezzo secolo di ricordi, ritengo utile ogni tanto mettere a disposizione alcune delle informazioni che ho imparato frequentando tonnellate di amici qua e là. Come sempre il rischio di mettere il cappello da teacher è elevato perciò portate pazienza e cogliete dove possibile la notizia che vi può diventare utile . Oggi mi addentro nell'universo Fotografia cercando di resistere alla tentazione di fare confronti fra la vecchia tradizionale fotografia in pellicola e quella odierna digitale. Non sono decisamente all'altezza di trattare questo argomento e poi, sono uno che come voi è immerso e circondato dalla tecnologia senza provare il minimo sforzo per resistergli, anzi ! Da quando ci sono le fotocamere digitali a basso prezzo, tutti ne abbiamo una o più di una: se non è proprio nostra è dei nostri figli. Proviamo l'irresistibile tentazione di fotografare tutto (vedi anche l'uso improprio dei telefonini) , forse è più una tentazione di filmare tutto Detto questo spesso ci troviamo a vedere foto che anche se fatte da noi appaiono piatte, noiose. Credo che tutti prima o poi abbiano provato quel desiderio di scattare una foto diversa. Ricordo nella mia mente momenti in cui di sottecchi spiavo mia moglie che vagava con la fotocamera alla ricerca di una inquadratura, di una ispirazione: la ricordo portare all'occhio e poi di nuovo cercare, cercare. Se devo essere sincero le sue foto sono sempre state di gran lunga migliori delle mie, come composizione; posso dirlo senza correre il rischio di sviolinature perché tanto lei non legge il mio blog e quindi prendetelo come un dato di fatto. Se non altro nella parte riprese (proseguirà a breve la serie di pillole e suggerimenti) dove ci sono più regole e indicazioni da seguire, riesco a riprendermi la leadership ! Tornando alla fotografia, una delle regole fondamentali di cui tenere conto è : la regola dei terzi. Se digitate questa frase su Google trovate migliaia di pagine, scritte da persone ben più autorevoli di me e avete più informazioni: io cerco di limitarmi al minimo indispensabile. Se vedete la foto di inizio articolo potete rimanere colpiti o indifferenti al paesaggio ma di sicuro vi darà la sensazione di essere una buona foto in termini di composizione. Intendo dire che non mi spingo a discutere l'aspetto luci, ombre, colori ma solo come i soggetti sono messi all'interno dell'inquadratura. La foto è presa gentilmente dal blog ilbanshee ed evidenzia al volo che il soggetto interessante non è al centro della fotografia: questo perchè l'attenzione del nostro occhio non cade esattamente al centro di una composizione. Io non ci avevo mai fatto caso ma basta vedere una fotografia di un soggetto che sta nel centro e una in cui sta spostato e capire di cosa sto parlando. L'esempio più lampante è quello dei panorami in cui esiste uno sfondo orizzontale come il mare o l'inizio delle montagne: tenere questa linea al centro dell'immagine la renderà piatta e senza espressività, infine noiosa. In cosa consiste quindi questa regola dei terzi ? Dobbiamo dividere la composizione tracciando delle linee in modo da ottenere 9 rettangoli. Il punto che cattura l'occhio sta negli incroci di tali linee o anche sulle linee stesse. Giocando su questo concetto si possono avere tante diverse composizioni e in ogni caso non è detto che rispettare questa regola renda la vostra fotografia favolosa. Già in un altro articolo avevo trattato di come il cervello interpreta ciò che vede in una immagine : questo è un ulteriore aspetto interessante. A questo punto vi presento la stessa foto dell'inizio ma con l'aggiunta delle linee.






Possiamo vedere come l’albero cada sul lato destro del rettangolo centrale. Allo stesso tempo l'orizzonte del prato a sinistra corrisponde alla linea inferiore e la cima del monte coincide con uno dei vertici del rettangolo centrale. Qui esiste anche un aspetto di diagonale e soprattutto il non poter essere certi di quale fosse il reale soggetto che l'autore voleva cogliere (albero, monte, prato, orizzonte) ma sorvoliamo per non complicarci la vita. Vi presento altre foto che con l'aggiunta di queste linee dovrebbe farvi comprendere meglio il gioco di allineamenti o incroci e giudicare da voi stessi se tali composizioni siano accattivanti.




Non so se la vostra fotocamera preveda la possibilità di utilizzare delle griglie in fase di inquadratura, griglie che naturalmente non vengono sovraimpresse poi alla foto. Nel caso non ci fosse questa possibilità vi invito a fare molta pratica, a prendervi tempo, a scattare usando diverse composizioni dello stesso soggetto e poi prendere i miei suggerimenti e buttarli via se non vi danno risultati interessanti. Concludo ringraziandovi per la pazienza e omaggiandovi del link a un sito sicuramente autorevole dove potete seguire gratuitamente un corso per imparare a osservare le cose in maniera diversa e cercare di ottenere il meglio dalla vostra fotocamera. Il corso è offerto da Canon previa semplice registrazione online. Che dire ? buon divertimento e buoni scatti !
Manu aka "vighi"


1 commento:

maurizio roman ha detto...

wow.....it's ok