martedì 12 gennaio 2010

ciao Ciano




Ieri sera ha iniziato il cammino verso il cielo il nostro amico Ciano. Ho raccolto quello che avevo in un piccolo video. Vi invito a lasciare un ricordo e una preghiera per lui . (aggiornato con una foto)



apro questo articolo con il solo scopo di ricordare un amico. Un amico ereditato perchè io non ho fatto parte della vostra storia di quando condividevate con lui le gioie dell'Oratorio. Io sono un acquisito, sono qui dal 1986, ho giocato a calcio con voi nella Libera e dopo qualche partita in cui ero abbastanza fuori forma, una volta che non potevo giocare ho fatto le foto e da quel momento per lui sono stato "il fotografo". Con il tempo ci siamo conosciuti di più, adesso ero il cognato interista del Gigi ma mi ha accolto come uno di voi, tutte le volte che lo incontravo stavo bene con lui, anche nei momenti di sofferenza, la sua sofferenza, mi ha fatto sempre tanta festa. Ho camminato per poco tempo con lui rispetto a voi ma ho comunque fatto in tempo a capire che buon uomo è stato il "Ciano".

Ho preparato al volo un piccolo video in cui ci sono le immagini di settembre con il suo personale ricordo di Don Antonio. Ci sono le immagini della fiaccolata per Don Peppino ma soprattutto il calore dei "suoi" ragazzi. I suoi ragazzi che ieri sera sono accorsi per salutarlo e dire una preghiera per lui. Questa sera alle 20.30 nella chiesa di via Diaz ci troveremo per recitare il Rosario.

ciao Ciano from vighi on Vimeo.




Invito chi se la sente a lasciare una sua testimonianza, un ricordo, un saluto per il Ciano.


Aggiorno in data 11 febbraio con una foto che mi ha mandato Livio , il cui commento trovate inserito in coda.







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10 commenti:

Anonimo ha detto...

riscontro che qualcuno ha problemi nel lasciare un commento. La procedura per chi non ha una email google (account google) è quella di scrivere nella casella di testo "Lascia un commento" e poi nella sezione "Scegli un'identità" selezionare Anonimo

Nel caso nonostante cio' abbiate problemi, è colpa del server, mandatemi il testo per email a vighi@videomakers.net e lo inserisco per voi

grazie, Manu

Anonimo ha detto...

Stamattina, mentre preparavo la colazione, mi sono trovato a cantare sommessamente e con profonda tristezza Dio del Cielo, Signore delle cime,….

La tua canzone Ciano….

Il cuore ha cominciato a viaggiare alla ricerca dei tantissimi momenti vissuti con Te…….. , i campeggi…. Il campo di calcio dove Tu mi insegnavi a giocare al pallone e a crescere nei valori fondamentali della vita….. le innumerevoli discussioni di calcio e politica…….le discussioni alla luce del Vangelo sulla vita concreta di ogni giorno…… i tuoi risotti mitici……..la scoperta del Vangelo ed infine la tua immensa sofferenza……

Oggi mi riscopro più solo……, molto più solo……

Ti ringrazio Luciano per tutto l’amore che ogni giorno hai riversato nei ns. cuori…..

Ora sono certo che , combattuta la buona battaglia, conservato la Fede, il Buon Dio ti ha già preparato il posto migliore accanto alla tua mamma e ai tuoi cari.

Nell’attesa di riabbracciarti, ti prego di accompagnare tutti noi che Ti abbbiamo conosciuto e amato…..

Tuo Gigi….uno dei tuoi innumerevoli ragazzi.

Anonimo ha detto...

Scritta da un ex campeggiatore:

Ciao Luciano,

ora che ci hai lasciato si è creato un grande vuoto intorno a noi, noi ragazzi del campeggio, tu che per noi sei stato sempre un riferimento, un fratello maggiore, quando parlavamo e rievocavamo le avventure del campeggio, i tuoi occhi si illuminavano, il cuore ti si apriva, si i tuoi campeggi bensì diciannove, li hai fatti tutti, e con grande responsabilità e saggezza hai portato su e giù per le montagne ben quattro generazioni di ragazzi, hai saputo a tutti imprimere nelle menti come su una roccia scolpita dei ricordi indimenticabili.

Quante volte abbiamo ricordato durante le nostre serate trascorse serenamente al bar dell’oratorio i preparativi delle tende ed i carichi fino all’inverosimile del mitico ed eroico pulmino, che Tu guidavi con maestria su e giù per i tornanti dolomitici, e come non ricordare ancora una volta l'avventura sulla ferrata della Tofana, il recupero a notte inoltrata di don Antonio a Cortina, per non parlare delle serate trascorse sotto il tendone a cantare, giocare e a bere il vin brulè.

Poi la malattia, che per quattro anni l'hai affrontata con caparbietà e tenacia, i medici facevano la loro parte e tu la tua, reagivi con tutti i mezzi a tua disposizione, la forza di spirito, il carattere, la forza d’animo, stare sempre nel gruppo, non ti sei mai fermato davanti agli ostacoli che essa ti opponeva, hai continuato a condurre la vita come prima, a partecipare al coro alpino, a svolgere, la tua attività di incisore e a tutti gli impegni parrocchiali e come non ricordare le cene con il famoso risotto ai funghi.

Per tutti sei stato un esempio di vita, sempre disponibile, sempre generoso, sempre al servizio degli altri, sempre una parola di conforto a chi soffriva, e nonostante la malattia ti stava sopraffacendo, fino alla fine hai avuto la forza per estirpare dal tuo cuore una battuta, una frase, per stemperare la situazione che oramai si era resa drammatica, dalla tua bocca non è mai uscito un lamento, una imprecazione, che forza hai avuto.

Come non ricordare le due fiaccolate da te caldeggiate e organizzate, quella del 2008 per il 50esimo della parrocchia, e quella del 2009 alla memoria dei 30esimo della morte di don Antonio.

In particolar modo ricordiamo quella del 2009 la più sofferta nel corpo, nonostante la malattia avanzava inesorabilmente e ti stava procurando dei dolori atroci non hai mai voluto mancare agli incontri organizzativi. La tua forza e determinazione hanno impressionato anche le comunità di Carnate e di Fara.

Poi il ricovero nel mese di Agosto, subito la tua richiesta ai medici di un permesso straordinario di uscita per il 19 Settembre per partecipare alla fiaccolata. Vista la situazione i medici rimasero sorpresi dalla richiesta ma fecero di tutto per accontentarti.

La tua presenza al santuario della Madonna del Bosco di Imbersago per l’accensione della fiaccola a reso felici e nello stesso tempo a commosso tutti i partecipanti della manifestazione in particolar modo Padre Angelo a te tanto caro.

Ciao LUCIANO e ancora un grazie di cuore per tutto quello che hai fatto e dato, ci mancherai molto non ti dimenticheremo mai.

Roberto

Anonimo ha detto...

L'origine dei Canisciolti viene da Sangio; Luciano è stato un riferimento per i ragazzi di Sangio sopratutto per i non più ... ragazzi. Un pezzo della nostra storia. Con chiunque parlasse, con la sua semplicità, la frase finale dei suoi discorsi era: ...sei il migliore...

Anche nei canisciolti c'è un po di lui...


Fulvio - Canisciolti Runners Group

gio ha detto...

Ho conosciuto poco Luciano: giocavo a pallone all'oratorio negli allievi poco prima degli anni 70.Lui era l'allenatore, aveva parole buone per tutti,una persona per bene,onesta e simpatica, sempre presente.
ho un ottimo ricordo.
ciao Ciano
giorgio

Anonimo ha detto...

Ci saranno parecchi messaggi che ti renderanno maggior merito. Volevo solo dire :Grazie Ciano per quello che hai fatto per tutti noi giovani di un tempo e oggi padri di famiglia.Ti ricordero' sempre con il tuo sorriso e la tua semplicita' che ti rendevano UNICO.

Albe canisciolti runnersgroup
ed ex giocatore della mitica SANGIOVANNI!!!!

Anonimo ha detto...

Caro Ciano, altri amici possono scrivere su questo blog più e meglio di me (sai, è la prima volta nella mia vita che scrivo su un blog), ma un ricordo te lo devo anch'io, in queste ore prima del tuo funerale in cui, non potendo essere presente di persona, ti accompagnerò al Cielo con la mia preghiera.
Ti ho conosciuto negli anni della mia giovinezza passata all'Oratorio e da te mi sono sempre sentito accolto e voluto bene ("sei il migliore" lo dicevi a tanti, ma per ognuno -e per me- questa cosa era vera in un modo speciale e particolare): abbiamo trascorso insieme tanti fine settimana e tante serate e un pezzo importante della vita che rimane indelebile per sempre.
L'altro ieri, venendo al Rosario recitato per te e pensando alla mia vita (a mia moglie, ai miei figli, al mio lavoro, alle cose imparate da piccolo e alle tante cose belle che Dio mi ha donato) mi sono sorpreso nel rivedere questa radice buona che nonostante tutto è rimasta dentro, ed ha portato misteriosamente frutto in me e in tanti amici che lì ho ritrovato.
E' stato l'ultimo regalo che mi hai fatto: ultimo solo per ora perchè anche dal Paradiso sono certo che continuerai ad "accompagnarci" come hai in qualche modo sempre fatto fin da quando ti ho conosciuto (il mio primo ricordo risale a circa 35 anni fa quando si andava a giocare al pallone con un pulmino beige della Wolksvagen...).
Eppoi l'ultima sorpesa nel rivedere tante facce e tante persone (alcune per me riconoscibili a fatica, perchè le ho riviste oggi che ... hanno figli quasi dell'età che avevano quando li ho persi di vista 25 anni fa andando a Milano all'università): la sorpresa che il bene che hai seminato nella vita si è moltiplicato e ritorna sempre, nei modi e nei tempi più impensabili, e in certi momenti particolarissimi e irripetibili (come l'altro ieri, e come sarà certamente tra poco al funerale) questo si può vedere ad occhio nudo (come è successo a me, vedendo anche quante persone ti vogliono davvero bene).
Chissà "su nel Paradiso" come questo sarà per te ancora più evidente.
Salutami don Peppino (che per me rimarrà sempre "il Signor Parroco"), don Antonio ("il Dona"), la "Signora Teresina", lo "Stea" e tutti gli amici di Sangio che sono già "passati all'altra sponda".
Quello che ho ricevuto a Sangio (e tu ne sei un protagonista) è un'eredità grande che non voglio tradire.
Sei il migliore (stavolta te lo dico io!)
Un abbraccio
Cesare

vighi ha detto...

Aggiornamento
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Oggi alle 15:15 c'è stato il funerale. Credo ci sia stata un po' di confusione riguardo all'orario perchè in molti avevamo capito davanti a casa sua. Passandoci in auto ho notato che già dalle 15:00 un sacco di gente si dirigeva alla chiesa nuova. Quando ci sono arrivato era stracolma, sembrava la messa della notte di Natale. Pieno zeppo con gente in piedi sul fondo ma in modo quasi irreale non c'era nemmeno un rumore. Avete presente quando la gente si muove, ci sono le sedie che si spostano, ogni tanto parte un cellulare, i bambini piangono o schiamazzano ? ecco oggi non volava una mosca: da brividi.

La funzione è stata molto bella, anche la predica di Don Franco mi è piaciuta e il culmine è stato quando ha letto qualche lettera di chi non poteva essere presente come Don Angelo. Difficile riuscire a non piangere.

Un coro semplice con poche persone e poi il grande coro degli Alpini dove il Ciano aveva cantato per 30 anni. Bellissime e toccanti le canzoni degli alpini. Più la funzione andava avanti e più pensavo che a livello emotivo ormai era passato, non avrei più pianto. Toccante invece alla comunione , essere dietro a uno dei "suoi ragazzi" e vedere che passando di fianco alla bara lasciava scorrere con delicatezza la mano, come volesse dargli un'ultima carezza. Chissà quanti hanno fatto così.

Quando pensavo di essere immune alle lacrime gli alpini hanno iniziato un canto : "Dio del cielo, Signore delle cime, un nostro amico ... "

Non penso che si possa evitare di commuoversi in un momento così. Ti commuovi vedendo tanta gente in chiesa, ti commuovi ascoltando durante il tragitto verso il cimitero i racconti del Dippi di quando erano al campeggio.

Grazie Ciano, hai seminato tanto, sei stato un amico e un esempio per tutti.

Manu

Anonimo ha detto...

Il funerale è finito da circa 3 ore. Mi è piaciuto molto come è stato ricordato dai suoi amici e parenti. Ho apprezzato molto la cerimonia fatta da Don franco, con il supporto dell'intramontabile Dionigi, i saluti degli eccellenti assenti, Salvatore e soprattutto Padre Angelo. Di funerali, nella ns parrocchia ne ho visti tanti, ma come quello di oggi faccio fatica a ricordarlo. Non tutti i ns giovani sanno chi era il Luciano. Spesso mi sono trovato a parlare con mio figlio, diciassettenne, chi vi parla è un ragazzo nato nel 58 e cresciuto nel rione a pane/oratorio/calcio, dicevo quando parlavo a mio figlio del Luciano lui mi rispondeva: "...ma io non lo conosco, non l'ho mai visto....ah si è "quello" che fà il turno del bar il sabato sera...". Oggi quando sono tornato a casa mio figlio, che ha partecipato al funerale, nel venirmi incontro mi ha detto: "..Papy ho capito chi era il LUCIANO..".

Il Luciano è stato fondamentale per me poichè, in quegli anni, parlo ai primi anni 70', il rione fatto da poche vie: via Cadorna (la mia via), la via Carroccio, la via Diaz, la Della Croce e la via Stelvio, era frequentato da 2 tipi di ragazzi: "i preti" e come li chiamava Don Peppino "i barba". "I preti" erano quelli che andavano già all'oratorio, andavano a messa, facevano il chierichetto, partecipavano a tutte le iniziative della parrocchia: giochi, feste, processioni etc. molti di loro abitavano nei palazzi "della madonnina" (sono i palazzi di 7 piani in via Giovanni Della Croce. "I barba" erano il contrario: non andavano in chiesa, bestemmiavano, rubavano, fumavano si facevano bocciare con facilità a scuola già nelle elementari e frequentavano il "bar Neri" (l'attuale pizzeria Cadorna).
Bene.
Io a 12/13 anni frquentavo entrambi gruppi: mi piaceva andare all'oratorio poichè si giocava molto a pallone, ma nello stesso tempo mi piaceva frequentare "i barba" perchè mi divertivo a vedere quello che combinavano o quello che combinavamo. Ad un certo punto dovevo prendere una decisione: da una parte c'era l'esempio del Luciano, dall'altra vedevi che qualcuno usava già alcune droghe, inizialmente leggere per finire poi ad utilizzare l'eroina. Non tutti i giovani lo sanno ma in quegli anni molti ns ragazzi del rione sono morti da drogati, alcuni neanche ventenni. cerco di ricordarmeli tutti:
mario, carlo, leandro, ignazio, brunetto, e maurizio. Alcuni di loro sono stati anche in galera..

BENE

io ringrazio il SIGNORE, anche se non sono molto credente e praticante, di avermi fatto incontrare il Luciano in quegli anni poichè mi è bastato ascoltarlo poche volte e vedere il suo impegno nel portarci a giocare a pallone in giro per Milano e dicevo "...ma chi glielo fa fare?..perchè non se ne sta a casa...perchè non va al cinema (al tempo c'erano 5 cinema a Rho)... noi giochiamo e ci divertiamo.... ma lui che soddisfazione prova?".

ho giocato a pallone solo in oratorio fino a 20 anni;

ho partecipato attivamente come allenatore e responsabile del calcio nella GIOSPORT per almeno 10 anni;


ho introdotto nell'oratorio i miei 2 figli: pensate che la prima non voleva neanche entrare in oratorio ho dovuto tirarla per i capelli...ora invece;

ora a 51 anni suonati, gioco a carte con i pensionati giù nel bar sotto la casa di Don Franco;

Credo che se non avessi avuto l'esempio del Luciano....chissà.

Ciao Luciano ti ringrazio per tutto quello che hai fatto per me.


uno di sangio

vighi ha detto...

Livio ci scrive:

In ricordo di Luciano



Tutte le mattine quando, per recarmi al lavoro, passo davanti al cimitero, il pensiero va a te Luciano che adesso riposi là. E ancora non mi sembra vero.

Giusto un mese fa, verso sera, arrivava la notizia che tutti un po’ temevamo, visto il peggioramento degli ultimi mesi. Ci veniva chiesto di pregare per te perché ti eri aggravato. Poi dopo poche ore la notizia che eri tra le braccia del Signore. Per noi lo sconforto di aver perso un grande amico, per te sicuramente la liberazione da un male che ogni giorno diventava sempre più insopportabile. Ma come sempre, anche negli ultimi mesi, quelli della grande sofferenza, sei stato un esempio per tutti. L’aver voluto partecipare a tutti i costi alla fiaccolata in memoria di Don Antonio, nonostante il male che avanzava, era tipico del tuo carattere, di quel donarsi agli altri che è la testimonianza più forte che ci lasci. Testimonianza che ha formato la mia vita e quella dei tanti amici che hanno voluto esserti vicino fino all’ultimo. Chi ha avuto la fortuna di incontrarti non può non ricordare il tuo grande esempio. Io ti ho avuto come allenatore, maestro di catechismo, maestro di canto nel coro parrocchiale, guida nelle escursioni in montagna, amico sempre: una persona per me importante, una persona di costante riferimento capace di indicare sempre, nel bene e nel male, il valore vero della vita. Ora che il Signore ti ha chiamato a sé non mi resta che dire un grosso grazie per i tutti i momenti che abbiamo vissuto assieme. Un pezzo di strada che abbiamo percorso nella grande famiglia della comunità di San Giovanni.

Ciao Luciano



Livio.